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Conseguenze del conflitto Russia-Ucraina per il mercato dell’acciaio


Le sfide per il settore siderurgico sembrano infinite. Dopo un avvio promettente ad inizio anno (come vi avevamo raccontato in questo articolo) che aveva portato a lasciarsi alle spalle le problematiche legate alla pandemia del 2020 e alle conseguenti crisi legate allo shortage di materiale nel 2021, anche nel 2022 un evento di rilevanza mondiale ha colpito il mercato dell’acciaio: la guerra Russia-Ucraina.

Aumento dei costi e mancanza di materie prime: focus sull’acciaio inox

Come ha spiegato Achille Fornasini (Partner & Chief Analyst di Siderweb) durante il webinar“Inox: le conseguenze del conflitto sul settore italiano”, il conflitto ha esasperato situazioni già tese dovute in particolare alla crisi energetica. Più nello specifico Fornasini ha messo in evidenza come, anche in caso di un accordo di pace a breve, ci vorrà del tempo prima che la situazione torni ad essere positiva e rosea per il mercato dell’acciaio.

E’ in particolare il mondo legato all’acciaio inossidabile a risentire maggiormente degli effetti negativi della guerra. Ciò si deve al fatto che il nichel – materia prima che concorre sensibilmente alla formazione del prezzo dell’inox – ha raggiunto un costo mai visto così alto negli ultimi 5 anni (arrivando a circa 31mila dollari a tonnellata). Inoltre, la Russia è uno dei maggiori esportatori di acciaio inox verso l’Europa: qui, solo nel 2021 ne ha esportato circa il 92% del totale delle sue esportazioni. Appare evidente quindi come il conflitto Russia – Ucraina, con la conseguente posizione di ostilità dell’Unione Europea nei confronti di Mosca, abbia delle ripercussioni fortemente negative sul settore siderurgico Europeo ed, inevitabilmente, su quello Italiano.

La crisi dell’acciaio, i fattori principali

Durante il webinar, Fornasini ha poi analizzato nel dettaglio tutte le componenti basilari dell’inox mostrando come tutte abbiano aumentato considerevolmente il proprio valore sul mercato nell’arco di poche settimane. Il rottame è aumentato del 51% in poche settimane, il nichel del 127%, cromo, magnesio e silicio hanno avuto un incremento che si aggira tra il 35% ed il 40%. Come ha ben sottolineato Fornasini tali rincari sulle componenti basilari dell’inox, congiuntamente agli aumenti del prezzo dell’energia, hanno portato all’aumento inevitabile del costo del prodotto finito (attorno al 30%) e, dunque, ad un calo delle vendite e dei fatturati delle aziende.

La conclusione dell’analista di Siderweb Achille Fornasini è una speranza a cui noi di Prodotti Ebi ci uniamo.
Ecco le sue parole “Per il prossimo futuro mi auspico un accordo di pace che possa innescare anche un rifiato del gas, in grado di portare ad una ripresa generalizzata”.